lunedì 8 aprile 2013

Alcuni cenni sul mercato

Aprire una palestra può essere una mossa imprenditorialmente corretta.
In Italia, benchè la frequentazione dei centri fitness sviluppi numeri inferiori rispetto a diversi paesi dell'area euro, si assiste, ogni anno, ad un incremento progressivo delle iscrizioni e ad un ampliamento delle fasce di età interessate alla pratica del "movimento" in ogni sua forma.

Alcuni numeri:
7000 i centri fitness in Italia;
62% al nord, 22% al centro, 16% al sud;
6 milioni circa i frequentatori (9% circa della popolazione);
€50/€100 la spesa media mensile per l'iscrizione;
2% quota di mercato dei colossi del settore (Virgin Active, Health city, Get fit, Tonic, Dabliu);
1250 mq grandezza media centri fitness.

I dati da analizzare sono svariati. Primo tra tutti spicca quello relativo alla quota percentuale dei frequentatori di palestre: 9%. Da anni, infatti, gli operatori del settore, al fine di incrementare la pratica del fitness e conseguentemente le iscrizioni nei propri centri, studiano e mettono in campo strategie di comunicazione esterna sempre più all'avanguardia ed originali. La vera sfida, a detto di molti, (primo tra tutti Nerio Alessandri, Presidente e fondatore di Technogym) non risiede tanto nell'accaparrarsi la clientela altrui, quanto, piuttosto, nel mietere attenzioni, consensi e quindi iscrizioni, tra l'enorme fetta di popolazione dei non frequentanti.

L'altro dato da valutare è la percentuale di quota di mercato assorbita dai "big".
Quel 2%, infatti, lascia ben sperare coloro i quali guardino con interesse imprenditoriale al settore Fitness e Wellness, e che, in assenza di enormi capitali alle spalle, vogliano accedere al mercato in "punta di piedi". Ad oggi, aprire o gestire la classica palestra di quartiere, sicuramente con un buon apporto di qualità ed una discreta esperienza alle spalle, è una soluzione ancora percorribile e potenzialmente molto profittevole. Si consideri, infatti, che il cliente medio chiede una soluzione funzionale: preferisce recarsi in palestra a piedi, limitando al minimo gli spostamenti, e se è possibile, farsi la doccia a casa propria. E' pur vero, tuttavia, che un "big" del mercato, grazie agli enormi spazi messi a disposizione, l'ampia gamma di discipline e servizi offerti, esercita una forza attrattiva su clientela residente anche a decine di chilometri di distanza, ma la percentuale di persone che "emigreranno" rimane esigua e non preoccupante.

La concorrenza, comunque, anche tra le piccole e "potenzialmente profittevoli" palestre di quartiere, è spietata. Parleremo diffusamente del corretto posizionamento sul mercato in un altro post, per ora basti sapere che la guerra dei prezzi non porta nessun risultato utile, anzi, tende a svalorizzare il Fitness in genere ed il vostro servizio nello specifico.









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